feb 15 / Romy

Serata acustica e Festival

Yeah guyz, mentre il mio pensiero vola al Mardi Gras di N.o.l.a. (New Orleans Louisiana) e alle migliaia di collanine colorate svolazzanti dai balconi di Bourbon Street, e, a proposito, “On March The SAINTS” cit. (vediamo chi indovina la canzone) che hanno vinto il Superbowlllllllll, beccatevi qui sotto i CUCU’, ma no daiiiiiiiiiiii, quali CUCU’, questi so svegli eccome, i Cockoo, che precisano “si pronuncia cocù”, ospiti della prossima fatica di Fatti Sentire di mercoledì 17 febbraio, al Phenomenon, Fontaneto d’Agogna NUARA, va nuara tò il biscott, va nuara tò la bria sauta su che numa via.

I 4 baldi fanciulli, qui sotto foto eloquente, arrivano dall’astigiano e fanno un buon rock melodico e raffinato, cantato in italiano e bene direi, ed escono con il loro primo album nell’ ottobre del 2009 “La Teoria degli Atomi”. Partecipano a un sacco di Festival per la musica gggiovane e indipendente ggg (aggiungo un pò di g di giovane che va sempre bene), quali Emergenza Festival, Acoustic Festival, Area24 e realizzano il video della canzone Voodotech, molto ben fatto.

Per un anteprima visitate www.myspace.com/cockoo e ci vediamo alla “serata acustica” di mercoledì al Phenomenon.

Oh, ragazzi, serata acustica.

Non ve l’avevo detto? Mercoledì? Sapete cosa facciamo? Una serata acustica.
Non vorrei essere ripetitiva, ma c’è la serata acustica mercoledì e vorrei ti mettessi il vestito bello.
Uè ciao, dove vai, hai da fare? No stasera guarda non posso, sai com’è, serata acustica.

Goti t?
Serata acustica/Fatti Sentire

Oh vacca, ma quando inizia il festival di Sanremò?
Appuntamento d’obbligo in poltrona per valutare vestiti e scenografia. Chissenefrega della musica.
Sono un’amante del festival di Sanremo, si eh, qui lo dico e qui lo nego, sono come Totò, millanto e poi quisquilie, bazzecole, pinzellacchere. Però mi piace, è così italiano anni 60, lo guardo abbastanza, a volte ascolto anche le canzoni.
E poi mi piace un casino quando le vallette/valletti perlopiù stranieri, che già non capiscono una madonna di loro, annunciano il pezzo con tanto di nome ed esecutore, sbagliando cognomi e titoli e poi, bellissimo, adoro quando dicono, “dirige il maestro” che so, “Beppe Vessicchio“, caro lui, simile a un bue muschiato e la telecamera sposta l’ inquadratura verso il direttore d’orchestra e questi che, tutte le volte, si inchinano, ormai con sotto due marroni così che noia sta storia, m’hai già presentato 4 volte, basta, famme fa!

Il Festival di Sanremo è una retorica che ti aspetti; anche se mi mancano Baudo o Bonolis, il Festival è la nuova scalinata in plexiglas con meraviglie della tecnologia e parti di pavimento che si alzano e si abbassano come il teletrasporto di Star Trek e infatti notiamo la somiglianza Baudo-Spock.

Sono i colori tendenti all’ azzurro e blu, quelle scritte che appaiono indicando la canzone in gara e i vari abbellimenti grafici, tipo piccole note, fiori, colombe, pini marittimi, bah, che neanche uno che ha photoshop da un giorno potrebbe concepire così oscene!
Sono le inquadrature e le luci standard della RAI. E’ la RAI. Il Festival di Sanremo è la RAI… icchia la RAI, è un bel carrozzone obsoleto che si trascina avanti pesante… chissà che significato ha adesso per le nuove generazioni.
E io l’ho vissuta poco sta cosa, ho solo 30 anni.
Voi che ne dite?

Per fare l’ albero ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero.
Baci profusi, Romy

Leave a Comment